FLOWER POWER REMIX di Felipe Cardeña

25 ottobre – 22 novembre 2026
CASA BUCCI CERAMICHE – PESARO

Domenica 25 ottobre, alle 18, Casa Bucci Ceramiche, a Pesaro, inaugura Flower Power Remix, mostra di Felipe Cardeña che, fino al 22 novembre, riunisce piatti in ceramica, installazioni, quadri e tappeti, estendendo agli oggetti e agli ambienti della vita quotidiana il suo lavoro di contaminazione fra immagini, culture ed epoche.

Al centro della mostra, tre piatti realizzati da Casa Bucci Ceramiche in un’edizione speciale disponibile per l’acquisto, che si inserisce nella storia di incontro fra arte e ceramica degli ormai storici Piatti per la Poesia, realizzati da Franco Bucci e Gianni Sassi fin dalla fine degli anni Ottanta. All You Need Is Love, Dollar Campbell e Baby Alien sono i titoli dei tre soggetti, nei quali l’immaginario floreale di Cardeña avvolge e trasforma icone religiose, simboli della società dei consumi e figure di un possibile futuro.

Flower Power Remix riprende e rimescola il progetto Power Flower, ideato da Cardeña nel 2007: la visione di una quotidianità completamente trasformata dalla presenza dei fiori, attraverso un immaginario che dalla superficie del quadro si espande al design e all’intero spazio abitato. “Sogno di essere invitato a realizzare una casa completamente invasa dai miei fiori”, raccontava in occasione della sua presenza al Padiglione cubano della Biennale di Venezia del 2011. “Fiori su tutti i muri, sulle porte, sugli oggetti, sull’arredamento, sui tappeti, sui letti, e poi fiori che spuntano dai muri, che sgorgano dai rubinetti del bagno, che straripano dagli armadi, dalle finestre… in un tourbillon infinito e strabordante”.

A Casa Bucci, quel desiderio prende forma nell’allestimento e nella realizzazione dei piatti: lo spazio è rivisitato dalla rigogliosa ed eccentrica estetica di Felipe, con grandi “lenzuoli” floreali che scendono dal soffitto a delimitare gli ambienti, creando un magico universo psichedelico pop, accompagnato da alcuni quadri originali dell’artista. Fiori sulle opere e sugli oggetti accompagneranno il visitatore dentro un paesaggio che sembra crescere oltre i confini dei quadri, fino a inglobare lo spazio e chi lo abita.

I tre piatti

All You Need Is Love

Cardeña riprende l’iconografia del Cristo che mostra l’ostia, sostituendola con un’emoji con il cuore. Il gesto conserva la sua solennità, mentre l’oggetto offerto alla devozione appartiene al repertorio con cui, ogni giorno, comunichiamo amore e cerchiamo approvazione sugli schermi. Il richiamo alla canzone dei Beatles lascia così convivere una dichiarazione d’amore e una domanda meno rassicurante: che cosa accade quando anche il sentimento viene affidato a un simbolo standardizzato, ripetibile all’infinito? Nella sostituzione dell’ostia si affaccia l’ipotesi di una nuova religione, quella dei social e delle loro liturgie affettive, capaci di offrire consolazione, appartenenza e piccole dosi quotidiane di riconoscimento. L’ “oppio dei popoli” evocato da Marx sembra assumere qui la forma sorridente e familiare di un’icona digitale.

Dollar Campbell

Una grande insegna dorata del dollaro si sovrappone alla lattina di zuppa resa celebre da Andy Warhol, mettendo in scena una contraddizione che attraversa la storia della Pop Art. La merce entrata nel quadro, portando con sé l’ambiguità di uno sguardo insieme attratto e critico verso la società dei consumi, è oggi diventata a sua volta una merce artistica, un marchio riconoscibile, un’immagine da acquistare e riprodurre. Il dollaro esibisce questa trasformazione: anche la capacità dell’arte di mettere in discussione il consumo può essere assorbita dal mercato e rimessa in vendita. Sul piatto, oggetto domestico e insieme opera acquistabile, il gioco coinvolge anche il lavoro di Felipe, che partecipa al meccanismo di cui ci mostra il funzionamento.

Baby Alien

Un piccolo extraterrestre dai grandi occhi spalancati siede in mezzo ai fiori, mentre un disco volante compare sopra di lui. La sua tenerezza ironizza su un futuro che ci viene continuamente annunciato, fra intelligenza artificiale, esplorazioni spaziali e promesse di trasformazione della vita umana, sempre più intrecciata alla sua omologa digitale. A incarnarlo è una creatura disarmata, quasi un consolatorio pupazzo, da accogliere e proteggere: l’ignoto prende così le forme rassicuranti di un cucciolo. In una società attraversata da cambiamenti rapidissimi, il piccolo alieno riflette il nostro desiderio di rendere familiare ciò che ancora non comprendiamo, trasformando le inquietudini del domani in un’immagine da amare, condividere e portarsi a casa.

COMUNICATO STAMPA